Mosciano Sant'Angelo: storia e arte


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Notizie storiche II

 

 


li Acquaviva, che possedevano le terre migliori, introdussero nei loro feudi la coltivazione del riso, favorendo nello stesso tempo il diffondersi della malaria. In tal modo l’impoverimento demografico investì anche Mosciano, che nel 1669 contava 126 fuochi rispetto ai 147 del 1595.

Il XVII secolo è contrassegnato dal triste fenomeno del banditismo, che condizionò la vita civile ed economica dell’epoca. Nel 1682 Profeta Profeti, agiato contadino di Mosciano, per aver rifiutato la sorella a un tale che gliela chiedeva in sposa, fu rapito e ucciso dai banditi.

Nel 1788 il re Ferdinando I di Borbone, re delle due Sicilie, sequestrò la badia di Sant’Angelo e, con dispaccio del 3 agosto 1803, fissò sul Monte frumentario la congrua di duecento ducati annui agli arcipreti.

Nel periodo risorgimentale spiccano due illustri moscianesi: Aurelio Saliceti, che nacque nel 1804 a Ripattoni, frazione del comune di Mosciano fino al 1928, e fece parte del Comitato Esecutivo della Repubblica romana:  il 16 febbraio 1849 con Carlo Armellini e Mattia Montecchi e il 1° luglio 1849 con Alessandro Calandrelli e Livio Mariani, e Domenico Del Zoppo, che fu tra i volontari garibaldini nell’Agro Romano e morì valorosamente a Montelibretti il 13 ottobre 1867 in uno scontro con gli zuavi pontifici.


Uno splendido monumento ai caduti delle guerre mondiali, progettato dall’insigne artista moscianese Francesco Patella, ricorda le gesta e il sacrificio dei figli di Mosciano.

Duilio Shu

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Questo mio articolo, uscito per la prima volta nella guida turistica Il Leggicittà (ed. Weka s.p.a. Milano 1993, a cura del Comune di Mosciano Sant’Angelo), di recente ripubblicato e modificato da altri in un pieghevole e in alcuni siti web senza la mia firma, le fonti bibliografiche e la mia autorizzazione (sic vos non vobis: "la cultura di Batillo"), viene qui inserito con alcune aggiunte.


 

 


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